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Calendula o fiorrancio? Due nomi, tantissime specie.

Calendula o fiorrancio? Due nomi, tantissime specie.

La Calendula è una pianta appartenente alla famiglia delle Asteraceae ed è conosciuta anche con il nome di Fiorrancio, per via del tipico colore aranciato dei suoi fiori che contraddistingue le sue numerose specie.

Il suo fusto è carnoso e ramificato, con foglie di un verde intenso e lucente, dalla forma oblunga e dal margine irregolare.

In estate ha una fioritura regolare di almeno una volta al mese che la rende ideale per scopi decorativi, oltre ai più noti utilizzi fitoterapici.

In ambiente mediterraneo è presente anche allo stato selvatico, con una fioritura che si prolunga fino gli ultimi giorni di novembre.

Coltivazione e terreno

La pianta di Calendula predilige terreni soffici e poco acidi, e necessita di un’esposizione soleggiata.

È possibile effettuare la semina primaverile della Calendula già dal mese di marzo, ma nelle regioni meridionali è preferibile aspettare il periodo estivo per ottenere una fioritura più abbondante e duratura, capace di mantenersi fino a novembre ed al periodo invernale grazie ad opportuni trapianti.

La sua moltiplicazione avviene grazie ai semi che si trovano sotto la corolla, facilmente visibili quando il fiore appassisce.  Per coltivarli è sufficiente adagiarli in un vaso riempito con del terriccio e ricoprirli con un ulteriore strato di almeno 1 cm. I semi vanno annaffiati abbondantemente e mantenuti in una posizione soleggiata per tutto il giorno.

Malattie e parassiti

Tra le malattie più ricorrenti troviamo funghi e frequenti attacchi da parte di ditteri e afidi che ne danneggiano le foglie e arrestano la crescita dei germogli. Assicurati di acquistare un prodotto specifico ed evita di utilizzare i fiori a scopi fitoterapici, a causa della contaminazione ad opera dei pesticidi.